All’alba di una nuova era

Di chi è la colpa?
La colpa è degli assenti.
È da questa convinzione che nasce e continua il percorso dell’ANIFA.

In Italia si è radicato un forte sentimento antipolitico. Oggi dare del “politico” a qualcuno viene spesso percepito come un’offesa. Ogni stortura quotidiana viene attribuita, nei casi migliori, all’incapacità della politica e, nei peggiori, alla sua corruzione.

L’ANIFA, però, non ha mai aderito completamente a questa lettura. Per noi il vero nodo della crisi non è semplicemente la politica, ma il crollo della rappresentanza delle categorie sociali.

I partiti della Prima Repubblica non esistono più. Al loro posto sono nate liste elettorali costruite a ridosso delle elezioni, contenitori temporanei privi di un reale radicamento sociale. Anche molte rappresentanze di categoria hanno progressivamente perso la propria funzione originaria: hanno mantenuto simboli, nomi e richiami identitari, ma troppo spesso dietro quelle maschere si sono nascosti interessi lontani dai valori che dichiaravano di difendere.

Da anni l’ANIFA denuncia questa deriva. In molte regioni italiane le imprese funebri ne hanno subito direttamente le conseguenze e, solo dopo averne pagato il prezzo, hanno cercato un sostegno.

Nelle sedi istituzionali in cui ANIFA è stata presente — Parlamento e consigli regionali — abbiamo visto una parte della rappresentanza sociale muoversi con coerenza verso un unico obiettivo: trasformare il comparto funebre artigiano in un comparto industriale, comprimendo per legge il pluralismo del settore e sacrificando tradizioni, professionalità, cultura del servizio e legami umani costruiti in decenni di lavoro.

Per ANIFA il problema non sono soltanto le “maschere”. Noi crediamo che ogni ambizione sia legittima, purché venga dichiarata con trasparenza. Il vero problema sono gli assenti: coloro che subiscono gli effetti di certe scelte ma rinunciano a partecipare, a organizzarsi, a difendere il proprio lavoro e la propria dignità professionale.

L’assenza non nasce per caso. È il prodotto di una cultura della rassegnazione.
Forse non siamo più quelli di un tempo, quando l’artigianato rappresentava la spina dorsale economica dell’Italia e il valore umano del lavoro era considerato centrale. Forse qualcuno pensa davvero che oggi non siamo più capaci di garantire servizi fondati sulla relazione umana, sulla professionalità e sulla cultura del territorio.

Eppure l’esperienza dell’ANIFA dimostra il contrario.
In questi anni abbiamo visto crescere realtà vive e combattive ovunque ci siano persone disposte a partecipare davvero. È ciò che è accaduto in Campania, dove è nata e si è consolidata una delle esperienze associative più importanti del settore: la SIFA.

Oggi siamo all’alba di una nuova fase.
ANIFA e SIFA hanno dato vita a UNIFUNERARIA, associazione aderente alla federazione UNILAVORO.

UNIFUNERARIA nasce con un obiettivo preciso: non essere più assenti.
Essere presenti prima che sia troppo tardi. Prima che altri decidano per noi il futuro del comparto.

Mercoledì 27 maggio si terrà l’Assemblea Generale ANIFA. Sarà un momento di confronto sui temi centrali per il settore: il progetto di legge nazionale depositato in Senato, le questioni aperte in Liguria e Abruzzo e le situazioni particolarmente critiche dell’Umbria.

All’Alba di una nuova era chi sarà presente e partecipe avrà la possibilità di determinare il proprio destino chi sarà assente lo subirà irrimediabilmente.


Paolo Rullo
Segretario ANIFA