Pluralismo, libertà di scelta e assetto
concorrenziale nel settore funerario
Documento di riflessione politico-tecnica
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1. Premessa
Il settore dei servizi funerari
occupa una posizione peculiare nell’ordinamento economico e sociale italiano.
Esso opera:
1) in un momento di massima
vulnerabilità del cittadino;
2) in assenza di possibilità di
rinvio della decisione;
3) in un contesto emotivo che
rende asimmetrica la relazione tra domanda e offerta.
Per tali ragioni, il funerario
non può essere assimilato né a un normale servizio commerciale né a un servizio
sanitario in senso stretto, ma richiede regole specifiche orientate alla tutela
della libertà di scelta, della dignità della persona e della concorrenza
effettiva.
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2. Evoluzione del settore e
criticità emergenti
Negli ultimi decenni si è
assistito a:
1) una progressiva
strutturazione industriale di parte dell’offerta;
2) un aumento dei costi fissi
(case funerarie, flotte, personale stabile);
3) una crescente pressione
verso modelli ad alto volume.
Parallelamente, la cronaca
giudiziaria ha evidenziato, in diverse aree del Paese, fenomeni di distorsione
del mercato (cosiddetto “racket del caro estinto”), basati su:
- controllo dell’informazione
sul decesso;
- intermediazioni improprie;
- orientamento forzato della
domanda.
Tali fenomeni non possono
essere letti come mere devianze individuali, ma come patologie sistemiche
favorite da assetti di mercato chiusi o concentrati.
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3. Industrializzazione e
rischio sistemico
3.1 Caratteristiche del modello
industriale
Un modello industriale di
impresa funebre richiede:
- volumi elevati e stabili;
- prevedibilità della domanda;
- riduzione della variabilità
del servizio;
- standardizzazione dei
processi.
Tali esigenze entrano in
tensione strutturale con la natura del servizio funebre, che è:
- personalissimo;
- culturalmente e
religiosamente differenziato;
- non serializzabile senza
perdita di valore simbolico.
3.2 Rischio di compressione
della concorrenza
In assenza di strumenti di
tutela della concorrenza:
- l’impresa ad alto volume
tende a ricercare rendite di posizione;
- il mercato tende alla
concentrazione artificiale;
- l’accesso delle piccole e
medie imprese viene ostacolato.
In tali contesti, storicamente,
si sono manifestati comportamenti illeciti o para-illeciti finalizzati a
stabilizzare il flusso dei clienti, più che a competere sulla qualità.
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4. Volumi, concorrenza e realtà
economica
L’esperienza empirica del
mercato italiano mostra che:
- in condizioni di libera
scelta effettiva, il mercato tende naturalmente a distribuirsi tra più
operatori;
- i volumi sostenibili per una
singola impresa, senza forme di canalizzazione della domanda, raramente
superano determinate soglie.
La concentrazione estrema non è
un esito naturale del mercato libero, ma il risultato di:
- vantaggi regolatori;
- posizioni privilegiate;
- integrazioni verticali;
- oppure di pratiche
distorsive.
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5. Libertà di scelta delle
famiglie
5.1 Comportamento della domanda
Numerosi studi sociologici e
l’esperienza operativa indicano che, quando realmente libere:
- le famiglie privilegiano la
relazione umana;
- cercano personalizzazione e
ascolto;
- attribuiscono valore al
radicamento territoriale e culturale.
Il servizio industriale
standardizzato viene scelto prevalentemente quando:
- è l’unica opzione visibile;
- il tempo decisionale è
azzerato;
- l’informazione è asimmetrica
o indirizzata.
5.2 Impedire la scelta
Limitare o condizionare la
libertà di scelta delle famiglie:
- non è neutro;
- non è tecnicamente
necessario;
- non è eticamente
giustificabile.
Nel contesto del lutto, tale
limitazione assume una gravità ulteriore, poiché incide su:
- dignità personale;
- libertà di coscienza;
- diritto
all’autodeterminazione.
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6. Valutazione etica e di
interesse generale
Dal punto di vista
dell’interesse pubblico:
- pluralismo dell’offerta
significa maggiore controllo reciproco;
- concorrenza reale significa
prezzi più equi e qualità più alta;
- separazione delle funzioni
riduce il rischio di abusi.
Dal punto di vista etico:
- il funerale non può essere
ridotto a una procedura;
- la standardizzazione forzata
del lutto è una forma di disumanizzazione;
- la libertà di scelta è parte
integrante della dignità del cittadino.
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7. Principi per una riforma
equilibrata del settore
Una regolazione moderna e
giusta del settore funerario dovrebbe fondarsi su:
1. Libertà di scelta effettiva delle famiglie, garantita in
ogni contesto.
2. Neutralità dei luoghi di decesso rispetto all’offerta
commerciale.
3. Pluralismo imprenditoriale, senza requisiti dimensionali
arbitrari.
4. Separazione netta tra funzioni pubbliche e attività
economiche.
5. Trasparenza informativa e tracciabilità delle
intermediazioni.
6. Riconoscimento del valore sociale dell’impresa artigiana
accanto a quella strutturata.
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8. Conclusione
Il dibattito sul futuro del
settore funerario non può essere ridotto a una contrapposizione ideologica tra
artigianato e industria.
Il vero discrimine è tra:
- mercato libero e pluralista
- mercato controllato e
orientato
Solo nel primo caso:
- l’innovazione è autentica;
- la qualità è reale;
- la dignità delle famiglie è
rispettata.
Garantire la libertà di scelta
nel momento del lutto non è una concessione:
è un dovere civile, giuridico e
morale.
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Paolo Rullo
Segretario ANIFA